Aree interne: cosa ci insegna Aliano

26 giugno 2017 8:58 di jazzi

Aliano, poco più di mille abitanti in provincia di Matera, “luogo sperduto” ha ospitato quest’anno il Terzo Forum Nazionale Aree interne, promosso dall’omonimo Comitato. Un evento politico, culturale e d’ascolto che per due giorni ha impegnato circa 200 persone provenienti dalle valli lombarde, dal Delta padano, dell’entroterra sardo, dalle montagne siciliane, e da tutte le altre regioni italiane, prova dell’interesse generato dalla “Strategia per le aree interne”. Analisi dei punti di forza, dei nodi e nuove prospettive, verso  una nuova fase della strategia, l’avvio del processo di costituzione di una federazione delle aree interne.  E il poeta e paesologo Franco Arminio ha fatto il direttore artistico del Forum.    

 

di Filippo Tantillo.

Cedi la strada agli alberi
Franco Arminio

«Il paese non si vedeva arrivando, perché scendeva e si snodava come un verme attorno ad un’unica strada in forte discesa, sullo stretto ciglio di due burroni, e poi risaliva e riscendeva tra due altri burroni, e terminava sul vuoto». Così, lo scrittore Carlo Levi descriveva Aliano durante i suoi anni di confino in Basilicata, paese che quest’anno ha ospitato il Terzo Forum Nazionale delle aree Interne.

La scelta del luogo dove organizzare il Forum è stata difficile e discussa, molto più che per le scorse edizioni di Rieti e ed Orvieto. Il paese dista un’ora e mezzo da Matera, e due da Potenza, ed è scarsamente servito dalla rete pubblica dei trasporti. Da Napoli, dove si arriva in treno e in aereo da tutto il centro nord e le isole, ci vogliono circa tre ore e mezzo, e solo con mezzi privati. Ciò significa che raggiungerlo dai piccoli centri delle isole maggiori o dalle valli del cuneese significa un intero giorno di viaggio per venire, e uno per tornare. Molto difficile anche far convergere l’attenzione della stampa nazionale, che era un obiettivo del Forum, su un luogo così remoto. Inoltre, ce l’avrebbe fatta un paese di mille abitanti a reggere l’urto di un evento di queste dimensioni?

Nonostante queste considerazioni il “Comitato aree interne” ha deciso di scommettere sull’interesse che è stata in grado di generare la “Strategia nazionale” in questi anni intorno a se, e deciso che valeva comunque la pena cercare di mandare un messaggio al paese proprio a partire da un’area interna.
La scommessa è stata vinta, e quasi 200 persone hanno dormito nell’area nei due giorni dell’iniziativa; persone provenienti dalle valli lombarde, dal Delta padano, dell’entroterra sardo, dalle montagne siciliane, e da tutte le altre regioni italiane. Molte altre sono venute in giornata dalle regioni limitrofe, oltre che dalla stessa Basilicata. Ci sono arrivati viaggiando con mezzi privati o con tre autobus messi a disposizione dal comune, che hanno fatto da spoletta con Napoli e Aliano, sulla Montagna Materana, l’area pilota che la Strategia nazionale sta seguendo in Basilicata.
Una buona metà dei partecipanti era composta da amministratori locali e regionali; gli altri erano presidi, maestri, imprenditori, rappresentati di associazioni, studenti universitari, operatori sociali e culturali, ma anche artisti, poeti e giornalisti. Un nutrito gruppo di persone è arrivato da Roma, in rappresentanza di tutte le istituzioni coinvolte dalla Strategia nazionale. Oltre a questi, il Ministro per la Coesione territoriale per il Mezzogiorno Claudio de Vincenti, il Consigliere politico per le aree interne On. Enrico Borghi, gli ex ministri Fabrizio Barca e Enrico Giovannini, il presidente della regione Basilicata Marcello Pittella e altri parlamentari.

Il forum è stato un evento politico, culturale, e, prima ancora, di ascolto, come d’altra parte tutti i forum che il Comitato Nazionale ha organizzato in ciascuna delle 71 aree selezionate. Il luogo dell’ascolto sono stati gli otto tavoli tematici, dislocati in luoghi diversi del paese e dedicati ad alcuni temi emergenti dal lavoro di campo: le pratiche di tutela e uso dei beni culturali, la relazione fra innovazione produttiva e culturale, l’accesso alla terra, i servizi ecosistemici e la gestione dell’energia, l’allevamento sostenibile, la prevenzione degli eventi sismici e la gestione attiva del territorio, l’attrazione di nuova popolazione migrante, e infine la partecipazione dei cittadini, su come possano appropriarsi degli strumenti per valutare se le scelte fatte sono quelle giuste, o altrimenti ripensarle. Scuola, sanità e strade sono stati posti come trasversali a tutti questi temi. In ogni tavolo un moderatore del Comitato nazionale ha posto tre domande a quattro o cinque interlocutori selezionati nella fase di campo. In questi focus l’intento non è quello di rilevare i bisogni o raccogliere aspirazioni, ma di cercare soluzioni possibili nelle esperienze che già esistono, su cosa imparare da loro, su come sostenere e rafforzare le più dinamiche, cercando di individuare nella maniera più precisa possibile gli ostacoli che si frappongono alla loro riuscita.
aliano
Politiche che danno centralità alle persone, ownership di comunità, spazi per l’autorganizzazione giovanile, più informazioni per ripensare gli spazi vuoti, e poter dar loro nuovi valori d’uso, di questo pensano di aver bisogno gran parte delle esperienze presenti al Forum ad Aliano. E concordano che è nella frammentarietà che nasce la loro debolezza.
La riflessione su questo tema, e su cosa è stato fatto fin’ora, su cosa è andato bene e cosa no, su come si può correggere il tiro, è stata discussa in varie sessioni plenarie, nell’Auditorium comunale dei Calanchi, con gli interlocutori politici nazionali e locali. Qui è stata lanciata una nuova fase della strategia, l’avvio del processo di costituzione di una federazione delle aree interne, la base di una collaborazione più stretta tra questi territori, con l’obiettivo di ridurre le diseguaglianze territoriali e di sperimentare come le amministrazioni possono più e meglio lavorare insieme.

Aliano, che vive i tempi lenti della aree interne, ha visto in due giorni moltiplicare il numero di abitanti, e per quanto tutto fosso stato predisposto, già dopo poche ore in paese era impossibile trovare un caffè.  Non essendoci un numero di posti letto disponibili in paese, molti partecipanti sono stati distribuiti in case private e strutture anche lontane 40 kilometri. L’affrontare queste pur piccole difficoltà, dovendosi adattare, o il riconoscere nelle assolate colline materane le stesse difficoltà che ad esempio vive un sindaco di un paese in fondo ad una stretta valle alpina, è stato un elemento essenziale perché, singolarmente, si cominciasse a sentirsi parte di una comunità. Franco Arminio ha fatto il direttore artistico del Forum; ha organizzato, al tramonto, una camminata e delle performance nei Calanchi, i precipizi bianchi di arenaria in continuo movimento che costellano il paesaggio intorno ad Aliano, il concerto di Canio Loguercio e delle letture serali, indicando una nuova sfida per il futuro, riuscire a portare la cultura delle aree interne nelle grandi città.
Come ha provato a fare la stessa Aliano, qualche anno fa, sognando in grande e candidandosi a diventare Capitale della Cultura italiana per il 2018, sfidando Alghero, Ercolano, Trento, Palermo.

Filippo Tantillo, Coordinatore Scientifico del Team di supporto al Comitato Aree Interne

Link
AREE INTERNE, AREE PROGETTO. L’INNOVAZIONE SI GIOCA SUL PIANO DELLE POLITICHE?
IL ‘VUOTO’ COME SPAZIO DI SPERIMENTAZIONE E LIBERTÀ

il programma del Forum
i video dei lavori
l’intervento di Fabrizio Barca

Sullo stesso sito saranno disponibili a giorni, l’esito dei tavoli di lavoro, altre interviste, immagini e opinioni sono rintracciabili sulla pagina Fb

Pubblicato da Il giornale delle Fondazioni il 23 Giugno 2017.

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