Esplorare il Bulgheria

1 novembre 2017 16:28 di jazzi

di Liviano Mariella.

Con il ritorno all’ora solare le giornate si accorciano, ma è un periodo fantastico per camminare ed esplorare i paesaggi del Monte Bulgheria.

Insieme a Giovanni, membro attivissimo dell’Associazione Circolo 19 di Palinuro, iniziamo la salita al monte intorno alle 8,30 del mattino. L’aria non particolarmente tersa ci permette comunque di godere a pieno del paesaggio. Partiamo da Murici in direzione Buonanotte. Con il tavolo di lavoro che si occupa di sentieri, stiamo costruendo una mappatura digitale dei sentieri del Bulgheria, da rilasciare in forma aperta sul sito web di Jazzi. Nel completare uno degli anelli del Monte, che parte dall’Annunziata di Licusati, passa per la cima e ritorna al punto iniziale, abbiamo la necessità di verificare l’attraversabilità del tratto che da Buonanotte sale sul crinale. È un tratto più complesso degli altri, il dislivello è notevole, ma scalarlo è un grande piacere perchè salendo si percepisce l’immensità del massiccio.

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Il paesaggio sonoro che ci accompagna è quello delle campane di ovini e bovini che pascolano nelle distese sottostanti. Di tanto in tanto si sente il flauto di Giovanni, il pastore di Buonanotte, che insieme ai suoi fratelli si prende cura del piccolo pascolo di famiglia, una delle più antiche famiglie di pastori di Licusati. Ogni giorno salgono al mattino presto, e al calar del sole ritornano in paese. Fronteggiano, con non poche difficoltà, la crisi idrica degli ultimi lunghi mesi, che ha colpito sia la pastorizia che l’agricoltura.

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Arrivati sul crinale, dopo aver incontrato Angelo, il fratello di Giovanni, con il suo gregge di pecore, iniziamo a salire verso la cima del monte, attraversando un bosco di castagne dove incrociamo un altro gregge. Usciti dal bosco, ci affacciamo sul versante nord del Bulgheria, che guarda verso Futani, Montano Antilia, Laurito, Alfano e Rofrano. Qui il paesaggio è vastissimo, e arrivando verso il rifugio è possibile osservare gran parte dei monti del Cilento, il Monte Stella, il Gelbison, il Cervati fino al Monte Cocuzzo. È un punto di vista privilegiato che racconta il paesaggio montano e l’orografia del Cilento.

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Stiamo arrivando in cima, dove si apre la vista sul Golfo di Policastro, sulla Basilicata e sulla costa tirrenica della Calabria. La fortunata posizione geografica del mBulgheria ci permette di abbracciare con uno sguardo un territorio vastissimo che attraversa tre regioni, dalla punta più alta della Campania (il Monte Cervati) fino al mare.

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Incontriamo qui un gruppo di camminatori, fermi a mangiare su un tavolo in pietra. Da qui iniziamo a scendere verso la Lequa, attraversando e costeggiando il tratto del monte che si affaccia verso San Giovanni a Piro. Percorriamo un’area particolarmente pietrosa e ripida, silenziosa e affascinante, detta Chiaia Grande.

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Nel discendere, iniziamo nuovamente a sentire lo stridìo delle campane dei greggi sparsi a valle. Arriviamo ad intercettare un tratto di sentiero più largo, dove invece la vegetazione è molto folta. Sotto alberi altissimi di castagne incontriamo prima una casa di pastori con una cisterna molto grande – a testimonianza delle economie agricole e pastorali una volta presenti in montagna, mi dice Giovanni – e poi lo Jazzo della Lequa, con una forma anomala, un boomerang che riesce a contenere un maggior numero di capi di bestiame.

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Dopo aver attraversato il castagneto, ci stacchiamo dal sentiero più grande e percorriamo il “carraro” – come ci aveva indicato il pastore Angelo -, segnato solo dal passaggio delle greggi. I tratti segnati dall’attraversamento degli animali ci ricordano che dobbiamo osservare ed imparare dal loro mondo, in seno al rapporto che hanno con il paesaggio. Segni leggeri che raccontano l’uso e il disegno che ne fanno le greggi.

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Da qui arriviamo nuovamente a Buonanotte. Sono le 3 del pomeriggio, abbiamo percorso circa 10 kilometri; iniziamo così la nostra discesa verso il paese di Licusati.

Esplorare il Bulgheria camminando a piedi ci lascia una sensazione di piacere e rigenerazione dell’animo. In attesa di completare la mappatura, il giro fatto ci permette di integrare i dati raccolti in questi mesi, aggiornando il lavoro del tavolo dei sentieri.

Al prossimo racconto.

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